Il diritto ad una seconda scelta: alla ricerca di un sentiero smarrito

“Ti sei perduto? Ricordati che non è un disonore smarrirsi nell’immensa foresta della vita. Anche se hai sbagliato strada guardati in giro con curiosità e scorgerai un mosaico di immagini bellissimo. Soffri?La verità nasce dalla sofferenza […] Sii te stesso, cerca la tua strada.Cerca di conoscere te stesso prima di conoscere gli altri”.

Janus Korczak

 

L’educazione rappresenta per definizione il diritto ad una seconda scelta.

Nessun essere umano ha scelto di vivere in questo o in quel tempo, in questo o in quel luogo, in questa o in quella famiglia, come nessun essere umano ha scelto liberamente di frequentare questa o quella scuola.

Molto spesso gli uomini sono costretti a scegliere.  Nessun essere umano può decidere quali saranno gli incontri, che più o meno casualmente, la vita gli offrirà.Ma è chiaro che ognuno di noi è anche figlio di questi incontri.

Scriveva uno studioso americano che la vita di un uomo è come il corso di un lungo fiume, ogni persona incontrata determina una curva, un’ansa che spinge le acque in questa o in quella direzione.Molto spesso l’esito non fortunato di alcuni incontri determina un disorientamento, uno spaesamento che può trasformarsi per un bambino o per un giovane in un vero e proprio … perdere la strada.

La perdita della strada rappresenta quasi sempre una perdita di senso, di significato e pertanto anche la scomparsa della gioia di vivere.In questo caso l’insuccesso scolastico, la bocciatura rappresentano cicatrici indelebili.

Il Liceo del Centro offre, in questa logica, ai suoi iscritti la possibilità di ridisegnare il percorso della propria vita in una complessa ma possibile “ricerca del tempo perduto”.

Come ricordava un celebre maestro televisivo “non è mai troppo tardi”.

In un ambiente sereno, fraterno, leggero, carico di empatia è possibile risvegliare “l’anima stanca e assopita” di molti ragazzi meno fortunati di altri.

Recuperare un anno di scuola non significa, in questo contesto, portare soltanto indietro le lancette dell’orologio, ma recuperare soprattutto culturalmente quel pezzo di strada che si era smarrito con se stessi.