{"id":130,"date":"2024-05-18T09:18:00","date_gmt":"2024-05-18T07:18:00","guid":{"rendered":"http:\/\/demo.thimpress.com\/eduma\/?p=130"},"modified":"2024-06-07T16:14:17","modified_gmt":"2024-06-07T14:14:17","slug":"scuola-montessoriana-e-scuola-tradizionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrointernazionalemontessori.com\/website\/scuola-montessoriana-e-scuola-tradizionale\/","title":{"rendered":"Scuola montessoriana e scuola tradizionale"},"content":{"rendered":"<h4>La psicoterapeuta Giselle Ferretti in un articolo de \u201cLa Stampa\u201d, parlando di modello montessoriano, cita la nostra scuola e il nostro fondatore, Luciano Mazzetti.<\/h4>\n<p>Mi sono appassionata al metodo montessoriano per due ordini di ragioni: professionali e personali.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 che lavoro come psicologa nelle scuole da diversi anni ed ho potuto rilevare diversi problemi strutturali legati al sistema.<\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 che sono stata a lungo una studentessa nel sistema tradizionale, e per molto tempo c\u2019\u00e8 stato qualcosa che non mi \u201ctornava\u201d. Sull\u2019onda di alcune riflessioni, mi sono imbattuta nella conoscenza di Maria Montessori e del suo metodo innovativo di fare scuola, trovandovi delle analogie importanti col metodo di psicoterapia sul quale mi sono specializzata: la psicoterapia ad orientamento psicoanalitico lacaniano.<\/p>\n<p>La psicoanalisi lacaniana \u00e8 la clinica dell\u2019uno per uno, si caratterizza per essere \u201csenza standard, ma non senza principi\u201d, orienta la cura seguendo una logica ben precisa che si declina in maniera differente da persona a persona. In parole povere, ogni persona che si reca in studio viene trattata in modo diverso seguendo la sua particolarit\u00e0 e mira a far emergere ci\u00f2 che la rende diversa e unica rispetto agli altri, valorizzandolo. Si scopre come essere se stessi, diversi da tutti gli altri, unici, e come coniugare la propria irripetibilit\u00e0 stando serenamente in mezzo agli altri, nella societ\u00e0 (famiglia, scuola, lavoro) senza inutili sensi di colpa.<\/p>\n<p>Maria Montessori, medico e pedagogista di fama internazionale, ha studiato e applicato un modo di fare scuola che permette l\u2019affiorare del particolare di ognuno di noi sin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0. La Montessori sostiene che ogni bambino, ovvero ogni essere umano, \u00e8 unico e deve avere la possibilit\u00e0 di esprimere la sua singolarit\u00e0 sin da subito. Il metodo Montessori valorizza e potenzia ci\u00f2 che rende ogni bambino diverso dall\u2019altro.<\/p>\n<p>La psicoanalisi lacaniana opera laddove c\u2019\u00e8 un problema, un sintomo, qualcosa che fa soffrire. Si pu\u00f2 vivere benissimo senza psicoanalisi, mentre non si pu\u00f2 fare a meno di frequentare la scuola che accompagna l\u2019individuo nel percorso di vita: \u00e8 una istituzione che ha l\u2019obiettivo di educare, ovvero educ\u0115re cio\u00e8 \u00abtrarre fuori, \u201ctirar fuori\u201d o \u201ctirar fuori ci\u00f2 che sta dentro\u201d e di istruire cio\u00e8 in-struere, costruire, comporre fabbricare, apparecchiare.<\/p>\n<p>La scuola \u00e8 composta da due elementi: l\u2019istituzione con le sue regole e il suo sistema, uguale per tutti e gli insegnanti, le singole persone, tutte diverse, ognuno con la sua testa, le proprie idee, il suo modo di essere e di educare.<\/p>\n<p>Nella mia pratica professionale e clinica all\u2019interno delle scuole primaria e secondaria di primo grado (elementari e medie per intenderci) sono rimasta colpita da alcune osservazioni che mi trovo a fare ogni anno.<\/p>\n<ul>\n<li>I bambini della primaria chiedono continuamente conferma alla maestra su ogni minimo movimento o attivit\u00e0 debbono compiere, anche per questioni di poco conto.<\/li>\n<li>Gli studenti della secondaria lamentano spesso di non capire \u201ca cosa serve\u201d ci\u00f2 che devono studiare.<\/li>\n<li>Quando chiedo agli studenti che frequentano la terza classe della secondaria quali sono le materie che amano di pi\u00f9, ottengo due generi di risposte: o non lo sanno, o rispondono nominando la materia in cui hanno i voti pi\u00f9 alti. Quando domando agli stessi alunni se ci sono delle discipline che li incuriosiscono, al di l\u00e0 del voto, raramente sanno rispondere.<\/li>\n<li>I genitori degli alunni che devono scegliere la scuola superiore, mi domandano qual \u00e8 la scuola che garantisca pi\u00f9 di altre un futuro lavorativo ai loro figli.<\/li>\n<li>La conflittualit\u00e0 tra insegnanti e genitori si \u00e8 acuita in modo preoccupante e, l\u2019unico a perderci \u00e8 lo studente, o la studentessa, che si ritrova apparentemente assalito o eccessivamente difeso, senza che gli venga data la possibilit\u00e0 di imparare a cavarsela da solo, che sarebbe l\u2019obiettivo fondamentale dell\u2019educazione in generale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Andare a scuola, che sia il nido o la scuola superiore, \u00e8 la principale attivit\u00e0 di un giovane essere umano, quella che occupa la maggior parte del tempo. La scuola \u00e8 il luogo in cui si fa esperienza di s\u00e9 con gli altri, in cui ci si mette alla prova e si impara \u2013 o no \u2013 a credere in s\u00e9 stessi, \u00e8 lo spazio dove si inciampa, e si sperimenta come rimettersi in piedi. E\u2019 il trampolino di lancio nel mondo adulto e in quello del lavoro.<\/p>\n<p>A mio avviso la scuola ha un compito fondamentale: trasmettere l\u2019amore per il sapere e insegnare a pensare con la propria testa. Se ottiene questo, ha assolto il suo dovere. Se produce persone arrabbiate, deluse, tristi, abuliche oppure individui bravi ma senza slanci, perfetti ma senza desideri, obbedienti ma infelici, allora c\u2019\u00e8 qualcosa che va rivisto.<\/p>\n<p>Andare a scuola, che sia il nido o la scuola superiore, \u00e8 la principale attivit\u00e0 di un giovane essere umano, quella che occupa la maggior parte del tempo. La scuola \u00e8 il luogo in cui si fa esperienza di s\u00e9 con gli altri, in cui ci si mette alla prova e si impara \u2013 o no \u2013 a credere in s\u00e9 stessi, \u00e8 lo spazio dove si inciampa, e si sperimenta come rimettersi in piedi. E\u2019 il trampolino di lancio nel mondo adulto e in quello del lavoro.<\/p>\n<h5>La scuola tradizionale<\/h5>\n<ul>\n<li>L\u2019educazione si identifica con un programma curricolare nazionale applicato ad un gruppo di bambini che devono uniformarsi allo stesso standard, devono imparare secondo modalit\u00e0 e ritmi uniformi,<\/li>\n<li>L\u2019insegnante conduce il lavoro, egli fornisce contenuti, regole e significati.<\/li>\n<li>I bambini fanno parte di classi di et\u00e0 omogenea: il lavoro, organizzato nei modi e gestito nei tempi dall\u2019insegnante, non consente ai bambini la libert\u00e0 di sperimentare soluzioni e processi creativi individuali. I lavori di gruppo sono guidati. Gli alunni stanno seduti ai loro banchi con posti fissi e imparano osservando la lavagna, lavorando esclusivamente con schede prestampate o sui quaderni.<\/li>\n<li>Il lavoro dei bambini viene costantemente sottoposto a valutazione dall\u2019insegnante che segnala gli errori, stabilisce cosa fare e come.<\/li>\n<li>La disciplina \u00e8 legata al controllo degli insegnanti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il sistema scolastico tradizionale produce, spesso, due tipi di aberrazioni: i \u201csecchioni\u201d e i \u201csomari\u201d. Il sistema decide la norma: se ti adegui ad un certo tipo di sapere, nel modo che esso ritiene giusto, sei bravo, se non ti conformi vai corretto. Nel sistema scolastico tradizionale i programmi, il modo di insegnare, c\u2019\u00e8 una flessibilit\u00e0 scarsa o nulla, molto legata alla passione degli insegnanti nello svolgere il proprio lavoro.<\/p>\n<p>Ma il peggior messaggio che trasmette la scuola tradizionale \u00e8 questo: se si \u00e8 bravi studenti si sar\u00e0 sicuramente felici e si avr\u00e0 un buon posto (sociale, di lavoro) garantito nel mondo, se non si \u00e8 bravi studenti, non si avr\u00e0 successo nella vita.<\/p>\n<h5>Questo non \u00e8 vero<\/h5>\n<p>Il sistema di valutazione promuove lo sviluppo della motivazione estrinseca, ovvero che viene dall\u2019esterno. Questo fa s\u00ec che spesso i bambini si scoraggino, frenati dalla paura di sbagliare. Si penalizza la motivazione intrinseca, quella che viene dall\u2019interno, che \u00e8 l\u2019unica che permetta realmente di fare da motore ad impegnarsi ed a dare il meglio di s\u00e9. Il sistema valutativo favorisce i bambini a competere l\u2019uno contro l\u2019altro per meritarsi il miglior voto. In questo modo i bambini imparano meno e spesso con fatica, hanno possibilit\u00e0 ridotte di sperimentare strumenti operativi personalizzati.<\/p>\n<p>Un ex professore di educazione artistica, Ken Robinson sostiene che la scuola di oggi \u00e8 una scuola antica, concepita \u201cnel clima culturale e intellettuale dell\u2019Illuminismo e nelle circostanze economiche della prima rivoluzione industriale\u201d. Infatti le scuole sono organizzate sul modello della linea di produzione, come in una fabbrica: la campanella, le strutture separate, gli alunni che si specializzano in materie diverse, le classi raggruppate per et\u00e0. La scuola tradizionale appare una preparazione ad una catena di montaggio. Invece la carta vincente per inserirsi nel mondo \u00e8 quella del \u201cpensiero laterale\u201d, espressione coniata dallo psicologo Edward De Bono che indica una capacit\u00e0 di risolvere i problemi in modo creativo e da diverse prospettive. Questa capacit\u00e0 \u00e8 presente naturalmente e strutturalmente nei bambini, va alimentata, potenziata, non limitata come spesso avviene.<\/p>\n<p>Della stessa opinione Silvano Agosti regista, scrittore e poeta che attraverso uno dei suoi pi\u00f9 celebri libri, \u201cLettere dalla Kirghisia\u201d ci descrive un paese straordinario, in cui ognuno sembra poter gestire il proprio destino e la serenit\u00e0 e dove la scuola \u00e8 organizzata in modo tale da valorizzare la creativit\u00e0, la libert\u00e0 e il rispetto di s\u00e9, e quindi dell\u2019altro. Una scuola che assomiglia incredibilmente a quella voluta e realizzata da Maria Montessori.<\/p>\n<p>\u00abSei andato a scuola e ti hanno detto \u201cSiedi al tuo posto\u201d, e gi\u00e0 l\u00ec hai smesso di credere che il tuo posto sia dappertutto\u00bb<\/p>\n<h5>Come funziona, in breve, la scuola montessoriana?<\/h5>\n<p>L\u2019educazione si fonda sul profondo rispetto per i bambini intesi come esseri unici ed irripetibili.<\/p>\n<p>Il principio che guida il metodo Montessori \u00e8 il rispetto per il naturale sviluppo fisico, psicologico e sociale del bambino. Il presupposto del metodo \u00e8 quello di mettere il bambino in condizione di scegliere ci\u00f2 che \u00e8 meglio per lui in un determinato momento della sua crescita, non l\u2019adulto, il quale deve solo guidarlo e rimuovere gli ostacoli al suo sviluppo naturale. L\u2019approccio educativo si fonda quindi sull\u2019indipendenza e sulla libert\u00e0 di scelta del proprio percorso educativo entro limiti codificati e scelti in seguito ad una accurata ricerca.<\/p>\n<ul>\n<li>L\u2019ambiente \u00e8 a misura di bambino: tavoli, sedie, maniglie delle porte, sono attraenti, facilmente fruibili, per favorirne l\u2019uso da parte dei bambini che sono stimolati, non forzati, a fare tutto da soli. In questo modo l\u2019ambiente \u00e8 naturalmente predisposto a sviluppare l\u2019autonomia e l\u2019indipendenza del bambino.<\/li>\n<li>Il bambino impara lavorando con le mani: prima l\u2019attivit\u00e0 motoria, l\u2019esperienza, poi l\u2019astrazione e lo sviluppo dell\u2019intelligenza concettuale. Nelle classi sono presenti materiali senso-motori che l\u2019alunno sceglie liberamente: l\u2019oggetto, le attivit\u00e0 da svolgere e quanto tempo dedicare loro. I materiali favoriscono l\u2019apprendimento per scoperta e per \u201ccostruzione\u201d delle conoscenze. La scelta avviene all\u2019interno di una gamma di opzioni predisposte dall\u2019insegnante.<\/li>\n<li>Le attivit\u00e0 educative predisposte, i laboratori, gli ambienti ed i materiali didattici a disposizione, permettono uno sviluppo che rispetta la singolarit\u00e0 di ognuno (nelle classi Montessori si possono trovare 36 bambini che svolgono 36 attivit\u00e0 diverse composti ed in silenzio) e allo stesso tempo predispone al rispetto dell\u2019altro e allo stare insieme.<\/li>\n<li>Non esiste valutazione esterna. I materiali permettono l\u2019autocorrezione dell\u2019errore. Se il gioco non funziona, il bambino insister\u00e0 nel risolvere il problema. Non esiste il metodo del rinforzo esterno con il premio o la punizione. Il bambino sar\u00e0 \u201cpremiato\u201d dalla soddisfazione di aver svolto correttamente il compito. La soddisfazione interiore alimenta la motivazione intrinseca e la naturale curiosit\u00e0 dei bambini.<\/li>\n<li>Le classi sono di et\u00e0 mista divise per fasce in base alle caratteristiche di sviluppo (0-3, 3-6, 6-12, 12-18): in questo modo si favorisce la naturale tendenza alla socializzazione, alla cooperazione, all\u2019apprendimento tra pari. Le attivit\u00e0 non sono scandite dalla campanella ad orari fissi, ma da blocchi orari di lavoro didattico lunghi e senza interruzioni (idealmente di tre ore).<\/li>\n<li>L\u2019insegnante rinuncia alla propria onnipotenza: \u201cgetta una luce\u201d e va oltre, \u00e8 l\u2019angelo custode che osserva e interviene esclusivamente per mostrare e spiegare i materiali senso-motori e per rimuovere gli ostacoli; non dice cosa \u00e8 giusto e cosa \u00e8 sbagliato, non reprime. Fornisce spiegazioni brevi, semplici e chiare, senza ripetersi.<\/li>\n<li>L\u2019ordine e la disciplina si sviluppano naturalmente grazie alla valorizzazione dell\u2019ambiente e spinti dalla motivazione personale e dall\u2019uso di strumenti operativi personalizzati.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In definitiva, il grande valore del metodo risiede, secondo me, nel fatto che permette ai bambini di fidarsi delle proprie sensazioni, non costringendoli alla continua ricerca di approvazione esterna. Questo significa regalargli uno dei mezzi pi\u00f9 potenti per stare al mondo in modo pieno e consapevole: la libert\u00e0 interiore.<\/p>\n<p>Il bambino che viene al mondo ha bisogno di conoscere, capire, creare e trovare un proprio posto nel mondo: deve sviluppare la propria identit\u00e0, capire chi \u00e8 e cosa sta a fare in questa vita. Deve comprendere le leggi che regolano il mondo, sentendo che ne fa parte e che \u00e8 chiamato a fare il suo compito e a dare il proprio contributo. Deve imparare a costruire un senso a tutto ci\u00f2 che un senso non ne ha. Deve essere messo in condizione di essere libero, rispettando la libert\u00e0 altrui.<\/p>\n<p>Compito degli adulti, genitori, educatori, insegnanti, \u00e8 favorire tutto questo, rispettando la singolarit\u00e0 e l\u2019unicit\u00e0 di ognuno di loro. Gli adulti devono fornire stimoli, gettare semi, e vedere cosa attecchisce e cosa no, quindi, aiutarli a valorizzare ci\u00f2 che li rende diversi da ogni altro. Gli adulti hanno sempre desideri ed aspettative sui bambini, che sono indispensabili e sacrosanti, ma non devono deviare le loro naturali inclinazioni.<\/p>\n<h5>Qual \u00e8 il ruolo di genitori e insegnanti?<\/h5>\n<p>Il dictat del Metodo Montessori \u00e8 \u201cAiutami a fare da solo\u201d.<\/p>\n<p>Mi sento di proporre una riflessione seria e approfondita ai genitori che intendono istruire ed educare i propri figli con questo metodo. Informatevi seriamente e approfonditamente sul metodo seguendo convegni e seminari, leggendo personalmente i libri della Montessori e, soprattutto, operando una profonda riflessione personale: siete pronti ad accettare la mancanza di traguardi prestabiliti e diversi per tutti? Sapete come favorire davvero l\u2019autonomia e l\u2019indipendenza dei vostri figli? Nel mio studio, osservo la difficolt\u00e0 degli adulti a rinunciare al proprio potere e una tendenza a vedere il bambino come un Dio da venerare e amare e proteggere ad ogni costo, ed a cui risultare amabili. Osservo la tendenza di genitori ed insegnanti a misurare il proprio valore, sulla base di ci\u00f2 che riescono ad ottenere dai propri figli, o dai propri alunni. Analogamente, il mancato raggiungimento di obiettivi stabiliti dall\u2019alto, sono vissuti come un fallimento personale, mentre i bambini hanno i propri tempi ed i propri modi, ed hanno da insegnarci molto di pi\u00f9 di quello che noi possiamo dare a loro.<\/p>\n<p>Il bambino, il cucciolo dell\u2019uomo \u00e8 caratterizzato da prematurazione, ovvero, di tutte le specie animali, \u00e8 quello che ha bisogno per pi\u00f9 tempo di essere guidato dagli adulti: questo fatto, da un punto di vista biologico \u00e8 uno svantaggio, forse non lo \u00e8 dal lato evolutivo. I bambini sono al mondo per ricordarci il valore della creativit\u00e0, della fantasia, della semplicit\u00e0. Un bambino felice riesce ad esprimere liberamente tutto questo. Contrariamente, un bambino infelice, che ha un problema, ci segnala qualcosa di lui, ma anche qualcosa che riguarda il mondo degli adulti.<\/p>\n<p>Qualsiasi sia la scuola che decidiate di far frequentare a vostro figlio, l\u2019unico principio guida valido da seguire nell\u2019educazione \u00e8 seguire l\u2019amore:<\/p>\n<p>\u201cCi sono diversi tipi di amore. C\u2019\u00e8 una cosa egoistica, meschina, avida che usa l\u2019amore per darsi importanza. Questo \u00e8 il tipo di amore pi\u00f9 brutto e debole. L\u2019altro invece \u00e8 una profusione di tutte le cose buone che hai dentro di te &#8211; di considerazione e rispetto &#8211; non solo il rispetto delle buone maniere, ma il rispetto pi\u00f9 grande , che \u00e8 il riconoscimento dell\u2019altra persona nella sua unicit\u00e0 e valore.\u201d Cit. Lettere, John Steinbeck &#8211; scrittore (1902-1968) premio Nobel per la letteratura.<\/p>\n<p>Oggi nella societ\u00e0, nel mondo del lavoro, servono flessibilit\u00e0 e creativit\u00e0 e il nostro modello scolastico ed educativo non risponde a questa esigenza.<\/p>\n<p><strong>IN RISPOSTA AD UN UTENTE LA DOTTORESSA FERRETTI SCRIVE:<\/strong><\/p>\n<p><em>Ho descritto il metodo Montessori, per forza di cose, in modo sintetico. Le assicuro che i bambini imparano a leggere, a scrivere e a far di conto.<\/em><\/p>\n<p><em>In Italia ci sono moltissime Scuole materne Montessoriane, qualche Scuola Primaria e pochissime Scuole Secondarie.<\/em><\/p>\n<p><em>A Perugia \u00e8 attivo l\u2019intero ciclo scolastico, scuole Superiori comprese.<\/em><\/p>\n<p><em>Se le capita, vada a sentire qualche conferenza del prof. Luciano Mazzetti, che dirige il Centro Internazionale Montessori di Perugia. Rimarr\u00e0 incantato e capir\u00e0 molto meglio quello che intendevo dire in questo articolo.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La psicoterapeuta Giselle Ferretti in un articolo de \u201cLa Stampa\u201d, parlando di modello montessoriano, cita la nostra scuola e il nostro fondatore, Luciano Mazzetti. Mi sono appassionata al metodo montessoriano per due ordini di ragioni: professionali e personali. 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